Monte Thabor

  • Provincia: Torino
  • Km. 32
  • Dislivello totale positivo m.1840~
  • Altitudine max. m.3178~ slm.
  • Ciclabilità: 47%/99%
  • Difficoltà: BC (OC+ nella parte di portage)/BC+ (con passaggi OC nella parte alta)
  • Portage: m.980~ di dislivello
  • P/A: Bardonecchia (parcheggio seggiovia di Les Arnaud)
    Altre foto quì  

Era da tempo che pensavo ad una ascesa sul Monte Thabor con bici al seguito, e cosi in un giorno di meteo semplicemente strepitoso decido di provarci.Lascio l’ auto al solito parcheggio degli impianti di Les Arnauds, e mi avvio verso Pian Del Colle, da qui  prendo la comoda strada che si addentra nella Valle Stretta, in breve  raggiungo il rifugio Re Magi;tempo di fare scorta d’acqua e via!Da qui fino al Piano della Fonderia la salita sarà più impegnativa ma sempre ciclabile.

Dal Piano della Fonderia abbandono la strada principale per prendere sulla sinistra un sentiero che sarà il primo breve tratto di portage della giornata.Risalito in sella raggiungo il Ponte delle Planche dove devio a destra.Ok!Ci siamo, qui inizia la parte tosta del giro, ovvero tutti i restanti mille metri circa di dislivello che mancano per raggiungere la vetta a quota 3178, da coprirsi rigorosamente bici a spalla o al massimo a spinta.La parte iniziale sale per pratoni, si attraversa una pietraia, di nuovo pratoni, ogni tanto una sosta per rifiatare e godersi i panorami che mano a mano che salgo si fanno sempre più entusiasmanti.Arrivato al Col de Muandes il paesaggio cambia drasticamente, i pratoni lasciano spazio a pietraie e detriti dall’aspetto lunare, si attraversa un ruscello e poi con un ultima ora di portage, la più dura, un po’ per la pendenza da affrontare un po’ per la quota raggiungo finalmente la cappelletta Nostra Signora dei Sette Dolori.

Veramente provato dalle due ore e mezza di portage mi guardo intorno, che spettacolo!Dopo una meritata sosta e mille foto inizio la lunga discesa sulla strada dell’andata, in pratica tutta ciclabile, ad esclusione di tre o quattro passaggi nella parte alta molto delicati ed esposti, il resto è libidine pura.Raggiunto il Piano della Fonderia approfitto di qualche evidente taglio e giungo così sulla sterrata che porta al Lago Verde, attraverso un ponticello e prendo il fantastico Sentiero Pedonale della Valle Stretta, che con una serie di sali e scendi mi riporta comodamente poco sotto al Pian del Colle e quindi alla macchina, dove chiudo un giro assai duro e con una dose di portage non proprio banale, ma ampiamente ripagato dagli scenari goduti e da una infinita discesa effettuata completamente su sentiero!

Due punti acqua sulla strada poco dopo la partenza, e una fontana poco prima del rifugio Re Magi.

 

 

 


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